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    mercoledì 26 marzo 2008

    L'amore non cantarlo, che si canta da sé

    Sicuramente nella mia vita precedente abitavo in un paesino e chiaccheravo, ballavo e cantavo continuamente. Altrimenti non si spiega come mai la musica popolare mi emozioni così tanto.
    Ieri spettacolo di Stazioni Lunari, sul palco Cisco, Ginevra di Marco, Riccardo Tesi, Cristina Donà e Teresa De Sio.
    Canzoni popolari a parte, che mi fanno sempre impazzire, e Cisco a parte - perchè per me Cisco sul palco può fare tutto cio che vuole (vabbè, non ho mai detto che questo era un blog obiettivo!), di ieri ricorderò Teresa De Sio che è bravissima, ma che ha fatto una versione tutta sua di Amandoti a mio avviso terrificante (è una delle "mie canzoni", non possono stravolgermela!) e una meravigliosa Ginevra, che è nata per stare sul palco e che ha cantato una straordinaria versione di Montesole. Un momento speciale, il testo è di quel tale Ferretti che continuo inesorabilmente ad adorare nonostante sia uscito fuori di testa.

    Voglio cantare l'uso della forza che nasce dalla comprensione
    La forza che contiene la distruzione
    Una forza cosciente serena che sa sostenerne la pena
    Capace di pietà, tenera di compassione
    Capace di far fronte, avanzare, capace di vittoria, di pacificazione
    Canto la morte che muore per la vita di necessità
    Che rifugge il martirio, l'autodafè
    Non succube di ciò che si dice di qua sull'aldilà
    Potrà guardarlo in faccia per quello che è, quando arriverà
    L'amore non cantarlo, che si canta da sé
    più lo si invoca meno ce n'è
    canto la vita che, quando è il suo tempo, sa morire e muore
    canto la vita che piange sa attraversare il dolore
    canto la vita che ride, felice
    di un giorno di nebbia, di sole, se cade la neve
    canto la sorpresa nei gesti dell'amore
    canto chi mi ha preceduto, chi nascerà, chi è qui con me
    sono in questo spazio essenziale, un valore aggiunto
    L'amore non cantarlo, che si canta da sé
    più lo si invoca meno ce n'è
    canto la guerra e so, non sono in buona compagnia
    canto la pace che non è un mestiere, né una ideologia
    canto la libertà, difficile, mai data, che va sempre difesa
    sempre riconquistata
    L'amore non lo canto, è un canto di per sé
    più lo si invoca meno ce n'è.

    3 commenti:

    1. m'inchino a chi s'inchina davanti a Ferretti.
      pure se concordo sulla sua irreversibile e odierna follia.
      questa è la mia canzone.
      grazie, stella.

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    2. Ricordo un concerto di Lindo in una giornata uggiosa...ai piedi di una cattedrale vegetale...e ricordo questa canzone come molte altre...Odierna Follia o no Quel concerto mi resterà tatuato nel cuore in maniera indelebile...

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    3. un paio di anni fa, assistetti anche io a stazioni lunari, dalle mie parti
      c'erano ginevra naturalmente, riccardo tesi, cisco, i negrita, i marlene, teresa de sio, che non mi è mai piaciuta a dire la verità, e qualla canzone straziante e straziata fu terribile

      un saluto grazie del complimento, che ricambio

      a presto

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    "La libertà non è star sopra un albero,
    non è neanche un gesto o un’invenzione,
    la libertà non è uno spazio libero,
    libertà è partecipazione."