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    venerdì 14 novembre 2008

    Esta noche por la calle suena mi tambor

    Non respiro di nuovo stasera, e mi sento tanto triste. Ho questo blocco al torace che non se ne va, è solo ansia, e non mi preoccupa. Mi dà noia. Niente di paragonabile al dolore ai piedi che mi perseguita da anni e mi sta rovinando la vita. Oggi ho avuto uno di quei attimi che non auguri neanche al tuo peggiore nemico (o forse sì, a lui sì), in cui pensi che non immaginavi questa vita. Non immaginavo a 18 anni di avere così spesso male. E poi m'immaginavo a 30 anni con molte cose risolte, e magari un amore. Quello mi manca molto, non posso dire di esser sola, ma alla fine un po'tale mi sento. E immaginavo di alzarmi e andare al lavoro, a 30 anni. Invece neanche quello, e dire che io, stupidamente, lo davo per scontato. Sono stata cresciuta da una famiglia che non ha mai negato il mio handicap, ma non l'ha mai neanche messo al centro di ogni cosa. E così sono sempre stata abituata a fare: ho fatto ginnastica ritmica (contagiata da Hilary, ve lo ricordate quel cartone?), ho suonato il piano, ho fatto volontariato, il classico, l'università. Ho preso 60 alla maturità (con anche il cambio di materia, esperienza tragicomica) e 110 e lode alla laurea, non sono un genio ma semplicemente ho studiato, forse troppo. E ora, dopo due anni di telelavoro in un'assicurazione in cui ritengo di aver subito del mobbing, perchè mi pagano 8 ore per un lavoro di 20 minuti, cosa capita? chiedo il trasferimento in sede, stufa di questa vita di niente e smaniosa di un lavoro vero, dei colleghi, di responsabilità e perchè no...di pause caffè! Solo che questi ci mettono due mesi per scoprire che io per loro sono inabile al lavoro, perchè invalida al 100%. In verità inabile non lo sono perchè per iscrivermi al collocamento avevo comunque fatto una visita all'asl e una commissione aveva già accertato le mie "residue capacità lavorative", come prescrive la legge, nonostante la presenza di un medico che mi aveva fatto delle domande allucinanti del tipo di: sai usare una gomma? sai tenere una matita in mano? e cose così. Evidentemente non conta il curriculum, ed evidentemente costui era ignaro della scoperta del computer. Comunque sto certificato me l'hanno rilasciato, scrivendoci tra l'altro che non potrei lavorare al pc per più di 5 ore. Davanti alla mia obiezione: ma io ci sto anche 12 ore al computer, la risposta è stata: ma noi guardiamo la patologia. Ah bè, allora...
    Il certficato ce l'ho quindi, ma solo oggi mio padre è riuscito a consegnarlo a chi di dovere, perchè in tutti questi mesi non sono mai stata convocata, anche soltanto per vedermi in faccia, e si son sempre negati al telefono. La visita comunque la devo fare, perchè il certificato non conta più: dovendo cambiare lavoro una commissione deve di nuovo valutare se posso fare quel lavoro. Non voglio pensare a quando ci vorrà, nè al fatto che mi ero ripromessa di non sprecare un altro inverno in casa immersa nel nulla. Mi viene solo da considerare che non me ne frega se la legge lo permette, perchè è ingiusto. Perchè non sono i medici a dovermi valutare, esiste un curriculum. E sono io la prima a sapere bene cosa posso o non posso fare.
    In teoria nulla può impedirmi di lavorare in un ufficio. Sono stata anni ai concerti dei modena city ramblers in prima fila in mezzo al pogo e non posso lavorare in un ufficio? me lo dicevano prima, non mi laureavo e mi divertivo di più, magari ora avrei più amici. Scherzi a parte, è una legge ingiusta, e mi sento disperata, umiliata e triste. E combattiva, perchè se mi dicono di no m'incateno lì davanti, con mamma e nonna 80enne, siam già d'accordo.
    Dopo aver pensato che no, non era questa la vita che pensavo la mia autoradio mi ha regalato Creuza de ma e ho iniziato a cantare, come se niente fosse.
    Resistere, resistere, resistere diceva qualcuno. Io ci provo, pensando alle mondine, ai partigiani, pensando che forse non sono poi tanto moderata come pensavo se oggi come oggi riesco solo a pensare che non è giusto non poter ribellarsi davanti ad una legge così.
    D'altra parte, dopo che hanno oggi assolto i vertici della polizia responsabili del massacro alla Diaz un pizzico di voglia di scendere in piazza e far la rivoluzione ti viene.
    Ora puoi chiamarmi Aureliano, Don Chisciotte o Pancho Villa
    Ma sono un fuoco ancora acceso, sono l'urlo della gueriglia
    Non combatto i mulini a vento e il nemico è sul mio sentiero
    Stasera offro un ballo davanti al mondo intero
    Le campane danno il segnale, tutt'intorno c'è confusione
    Adesso posso urlare al mondo "Per sempre che viva la rivoluzione!"
    Esta noche por la calle suena mi tambor.

    35 commenti:

    1. Non solo lavorare è un tuo diritto, ma accade anche che il mondo abbia bisogno del tuo talento nel lavoro e in generale nelle cose che fai. E' una necessità di tutti.
      E le formalità burocratiche non possono fermare la bravura.
      Venceremos, ne sono convinto.

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    2. Ma che roba, Vale. Ma sei proprio sicura sicura di non volere prendere i quattrini del telelavoro e usare le 7 ore e 40 residue per farti un mazzo VERO e imparare a usare il web sul serio, tipo in um modo che produce risultati misurabili anche economicamente? In quel modo ti fai pagare dall'assicuratore la costruzione di una professionalità che non ha quasi nessuno (che sarebbe ora che le assicurazioni servissero a qualcosa). Io scommetterei sul futuro, se fossi in te. Comunque, è ovvio, sto da qualunque parte tu decida di stare. :)

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    3. "...mi sento disperata, umiliata e triste. E combattiva...

      Prendo in considerazione solo l'ultimo termine. E' così che devi sentirti...

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    4. L'italia è un apese di tante chiacchiere ma poi al dunque c'è questa burocrazia, queste commissioni del nulla, nate solo perposti di lavoro che però incasinano la vita a tanta gente che magari meriterebbe più di loro...
      Diceva bene Borrelli (era lui del resiste resistere resistere no?), bisogna resistere...
      Cmq sei combattiva, non dargliela vinta, alla fine la spunterai...

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    5. Confido in te! Bellissimo post, mi ha fatto riflettere molto, e in alcuni punti, ammetto di essermi quasi commossa. Vale sei una grande, per quanto poco ho avuto modo di conoscerti...sto dalla tua parte!

      un abbraccio e buon weekend!

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    6. Mi associo ad Alberto, a volte situazioni che a noi sembrano strane od umilianti, possono rivelarsi delle forme di aiuto per altro.
      Essere pagati ed avere tempo libero non è una cosa da poco, oggi in molti non hanno nemmeno un lavoro, si tratta solo di capire come valorizzare questa opportunità e farla diventare motivo di soddisfazione.
      Un abbraccio :-)))

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    7. occhiolcinico.blogspot.comvenerdì, novembre 14, 2008 5:37:00 PM

      ecco, beh.. quoto franca :)

      buon fine settimana, stringi i denti e fagli vedere anche tu che resisteremo, che se loro (i datori di lavoro, il governo, gli industriali, i proprietari di appartamento che affittano in condizioni allucinanti a studenti, lavoratori precari, immigrati, gli xenofobi razzisti, i baroni universitari, ecc..) non mollano, noi non lo faremo neppure.

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    8. Quoto Alberto. Usa quel tempo per studiare (dirai oddio, studiare ancora!).

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    9. Mi pare di rivivere una storia di molti anni fà, quasi trenta. All'epoca ero fidanzato con la mia attuale moglie, Mariajose, affetta da polio, laurea con 110 in Scienze Naturali che viene chiamata dall'INPS per essere assunta a lavorare davanti ad un terminale, in base alla legge 285. Alla visita medica si è vista respinta perché il medico che presiedeva la commissione,pretendeva che Mariajosé si togliesse il tutore che le consente di stare in piedi e camminare da sola,per avanzare verso di lui e dimostrare così che, anche se invalida al 100%, poteva svolgere un lavoro di scrivania. Allora abbiamo lttato con veemenza, grazie anche a mio padre sindacalista, il caso finì da Cosenza sulle pagine del Corriere della Sera con grande clamore e, ad una nuova visita, venne assunta. Vinta la battaglia per affermare un principio, lascio il posto dopo un mese, per approdare all'insegnamento che svolge ancora con tanta dedizione e soddisfazione. Certo che leggere del tuo caso ancora una volta fà rabbia. Viviamo in un paese incivile che non progredirà mai. Tu continua a lottare, per te stessa, i tuoi genitori ed anche chi ti fà spazio durante il pogo.
      Eliseno Sposato

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    10. Ciao!
      Non ti conosco, qualche volta ho letto le cose che hai scritto su "Il Mucchio" e ho trovato il collegamento (basta con 'sto link!:)) al tuo sito dal blog di Del Papa. Ti scrivo solo per dirti che ti ammiro. Ammiro la tua forza, la tua tenacia e la tua energia che sprizza fuori da ogni singola parola. E ammiro la tua cultura, al voglia di scoprire e imparare in un mondo di sapientoni e culturofili da wikipedia. Sentivo di scrivere qualche parola e spero di non essere stato invadente o che.
      Abbracci virtuali.
      Marcello.

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    11. Immagino che a farti male sia, soprattutto, la discriminazione.
      Perchè, come hanno già scritto, lavorare e avere tempo libero non sarebbe neanche male.
      Ma è quell'idea brutta del "tu no" che si fatica ad accettare.
      In bocca al lupo.

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    12. ciao! arrivo qui grazie al tuo commento lasciato dalle mie parti. Ho letto il tuo post tutto di un fiato e mi ha sorpreso la "dolcezza" con cui esprimi la tua giustissima rabbia nei confronti di una realtà che proprio non gira per il verso giusto. difficile trovare le parole per alleviare un peso così grosso e probabilmente la comprensione altrui non è che un piccolissimo sollievo per te. davvero continuerò a seguirti con piacere e affetto... piano piano mi piacerà leggere i tuoi post a ritroso e conoscerti meglio: che dici, nel frattempo ti farebbe piacere che io ti linkassi? un salutone!

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    13. Questo e' il bel paese!! ve ne rendete conto..?
      ti auguro un buon w.e.

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    14. Vale... la burocrazia è qualcosa di assurdo... ma lo è ancora di più la mancanza di raziocinio.... E' strano pensare come in Italia ci siano persone che pur non avendo alcun diritto ai "benefici" economici ed alle "agevolazioni" correlate ad una condizione di "portatore di handicap", fanno carte false per ottenere il riconoscimento dell'invalidità... solo per percepire un "assegno" mensile... o essere beneficiari delle suddette agevolazioni...
      E poi, invece, ci sono altre persone, come te, che, pur avendo diritto ad "agevolazioni" vogliono semplicemente "lavorare" e "vivere"... a prescindere da tutto. So che tu ce la farai, perchè so, pur avendoti conosciuta solo attraverso queste "righe" che non molli e non mollerai mai..
      Un abbraccio e buon week end

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    15. Ho conosciuto oggi il tuo blog, diventerà una delle mie letture quotidiane.

      un abbraccio.

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    16. Valeria cosi mi piaci, dai Valeria che il vento cambierà.
      Notte

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    17. Forza Stella, forza.
      Mio padre è nato nel '43, quando ancora il vaccino antipolio non era obbligatorio e c'era la guerra.
      E' invalido anche lui ma non ha mai voluto nessuna certificazione, nessuno sconto nessun trattamento speciale come se non esistesse quella evidente menomazione.
      Ha sempre fatto tutto, scuola, università, una vita con gli animali in giro nelle campagne e negli allevamenti, ha giocato a calcio (in porta), suona la batteria, ha vissuto una vita piena, e io lo amo per questo esempio di forza e volontà.
      Credici e lotta e se hai bisogno di un aiuto virtuale, fai un fischio.

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    18. Che dire, quando sento queste ingiustizie la rabbia è tanta. Credo che la soluzione tu la possa trovare, che magari non sarà la più semplice, quella te l'hanno vietata, ma credo che la troverai.
      In bocca al lupo. A presto, Virgilio

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    19. sono sempre mary...capisco tutto, mia cara vale o forse non ancora tutto. capisco l'umiliazione delle visite dove ti fanno domande idiote..a me del tipo "sai scrivere il tuo nome?", "sai cosa sono queste?" (forbici)...capisco quanto ti dà fastidio la gente che ti dice "brava" con un sorrisetto di pietà...ti capisco quando vorresti urlare che vuoi un lavoro vero e un amore, sì, un amore...e qualcuno ti risponde che hai tanti amici però! non capisco ancora tutto..presto forse vivrò la tua voglia di combattere quando proverò a "spendere sul mercato" (si dice così, vero?) il mio 110 e lode preso 10 giorni fa insieme a quel mio certificato dove c'è scritto "collocabile in attività confacenti". Ti leggo e mi chiedo: "confacenti per chi?". Ti leggo e capisco la tua gioia nel sentire crueza de mà per radio. Ti leggo e penso che voglio anch'io suonare per strada come aureliano e che se hai voglia di urlare, manifestare, incatenarti, su di me puoi contare...anche se non ci conosciamo! un abbraccio, mary (quella di facebook)

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    20. Vale, Vale, quanta partecipazione qui... ma mi diventi una blogstar?!? Non sarà che avevo ragione, una ventina di commenti più sopra? :)

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    21. Credo che Vale abbia bisogno soprattutto di una cosa: di esprimersi stando in mezzo agli altri, parlando,interagendo e fuori di casa è un'altra cosa, anche ammettendo che ci siano delle difficolta'.
      Poi pare di capire che è quello che vuole......
      dp

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    22. La tua situazione è molto difficile. Io lavoro in un ufficio che si occupa di personale e di fronte ad un caso analogo abbiamo cercato di fare il meglio per l'interessata e non toglierle questa ragione di vita che può essere un lavoro.
      Tieni duro.

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    23. Carissima,le tue parole sono lucide in modo agghiacciante. Riesci persino ad ironizzare ( e fai benissimo) quando commenti che chi ti faceva le domande non conosceva l'uso del pc. Ne lavoro, spesso si tende a schiacciare gli altri, soprattutto se individuano dei punti deboli.Che abbiamo tutti. Ti ho trovato passando da Maurizio. Ti seguirò con affetto. Vorrei dirti delle cose forti. Spero che tu senta la mia sorellanza. A presto Antonella

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    24. Vale, io sto facendo uno stage. Incrocio le dita e spero sia un'opportunità per entrare in questo benedetto mondo del lavoro. Incrociamo le dita... :*

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    25. Vale la prima cosa che ho pensato è quella che ha scritto Alberto. Se ti umiliano approfittane e trova il modo di umiliarli tu, con la tua competenza. Per il resto tutti resistiamo a nostro modo, anche se per qualcuno la lotta è più dura. L'ansia mordila quando si affaccia, non permetterle di tarparti le ali, ci sono molti modi per volare (o per camminare).

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    26. Ah, ancora una cosa: capisco che i lettori normo tendano ad incoraggiare una reazione del tipo "reagisci!", "Studia ancora!", "Aumenta la tua competenza!". Però capirei anche te se in tutto questo avvertissi una certa stanchezza. Sono trent'anni che ti fai il culo, e se ti conosco un po' da quello che leggo continuerai a sbatterti indipendentemente da tutto e da tutti. E' giusto, dovreroso e, un po' brutalmente, non abbiamo altra possibilità. Ma se dicessi che in questo momento sei un po' troppo stanca e demotivata lo capirei. Secondo me avresti bisogno di un paio di settimane di divertimento puro. Ma basta dare consigli. In fondo sei tu che sa meglio di tutti noi cosa ti serve. Nessun consiglio, solo la mia vicinanza

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    27. In Italia i veri disabili stanno al governo!
      Anch'io sono disabile al 100%, anche al 150%, e mi hanno mandato la cartolina militare.
      Poi mia madre non mi ha fatto andare alla visita ufff mi volevo andà a fare quattro risate.
      Prima di incatenarti o fare scioperi scrivi ai giornali, ai tg, devi usare il finto pietismo come un'arma contro chi ne fa uso!
      Fai finta di essere una "povera" disabile, ma poi ti trasformi in una tigre.

      P.s il post giusto è più giù lo so, comunque ti voglio suggerire due libri "Papillon" e "Banco" di Henry Charrière.
      In pratica sono la sua autobiografia, Henry era stato condannato per un omicidio che non aveva commesso ai lavori forzati e lo avevano spedito al bagno penale in Guyana Francese.
      Però alla fine è riuscito ad evadere e si è rifatto una vita.
      Ognuno come Don Chisciotte ha i propri mulini a vento, ma le cose difficili sono sempre le più interessanti!

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    28. Ciao Vale,come risposta io posso offrirti in blog un post intitolato"grandi cambiamenti;bisogna esserci" e una canzone ( un pò strong ) che scova la bellezza in tanti luoghi insospettati,compreso quello della "militanza",che poi mi pare il succo di quel che vuoi fare in questo momento della tua vita con mami e nonnina a seguito.
      Saluti da un non moderato

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    29. Ah,scusa,dimenticavo che c'è anche un post del 5 settembre che potrebbe interessarti(fra gli altri..),sul nuovo ponte di Venezia,ciao

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    30. I miei insegnanti dicevano che il modo migliore per andare bene a scuola è avere anche tante altre attività. Io credo che lavorando non tralascierei il resto, anzi. Starei meglio, mi sentirei meno sola e meno inutile, pronta a lanciarmi in tante altre cose. Ora come ora non ho voglia di niente.
      Comunque, la vicenda si preannuncia lunga..

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    31. infatti inabilità lavorativa e invalidità civile sono due cose diverse!!! Non arrenderti e se devi scrivi a tutto il mondo per portare alla luce tutte queste difficoltà che una persona intelligente, brillante e disabile deve affrontare per vivere la propria vita.
      Tu lotti sempre cara mia: capisco che a volta combattere contro il mondo possa essere devastante e che uno abbia la tentazione di "lasciarsi cadere le braccia", ma so anche che sei troppo piena di coraggio e vita per arrenderti.

      E poi viva guccini: l'ho visto a milano pochi giorni fa. L'unica persona che ancora da un senso al mio essere di sinistra.

      bacio silvia

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    32. www.thefreetrees.splinder.comgiovedì, novembre 20, 2008 6:34:00 AM

      tieni botta.
      sempre.
      vendere carissima la pelle.
      sempre.
      ne "VALE" la pena.
      sempre.
      resistere, resistere, resistere... e.... respirare, cantare, urlare, pogare, lottare.
      un abbraccio gigante!
      Stefano e Banjo.

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    33. Bisogna sempre resistere...
      Curioso che anche per me questa canzone sia legata ad una "battaglia lavorativa" che ho dovuto affrontare 10 anni fa...

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    "La libertà non è star sopra un albero,
    non è neanche un gesto o un’invenzione,
    la libertà non è uno spazio libero,
    libertà è partecipazione."