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    lunedì 11 giugno 2007

    Leggo ora una notizia che mi fa molto male:

    MARIA CERVI NON C’E’ PIU’

    Ieri notte è venuta a mancare all’affetto dei suoi cari Maria Cervi, figlia di Antenore Cervi e testimone attivissima della famiglia martire della Resistenza. Un malore improvviso l’ha stroncata nella sua casa di Campegine.

    Maria Cervi era da tempo il punto di riferimento e la principale animatrice dell’attività dell’Istituto Cervi, l’ente morale che da più di trent’anni porta avanti la memoria di Papà Cervi e dei 7 contadini-partigiani.

    La sua figura, ormai testimonianza di livello nazionale, è tra le più rappresentative dell’antifascismo, portavoce di una storia che è diventata patrimonio collettivo per tutto il Paese.

    Maria Cervi ha dedicato la sua vita alla memoria: dei bambini di Casa Cervi, al momento della cattura dei familiari da parte dei fascisti, era la più grandicella. Nove anni appena, ma tanto è bastato a imprimere indelebilmente le drammatiche sequenze di quella notte di sangue e barbarie nella sua mente. Cresciuta, ha da subito affiancato il nonno, Alcide Cervi e le vedove dei sette fratelli per intraprendere un lungo percorso di testimonianza e narrazione che ha sempre visto la cascina del reggiano come luogo di memoria centrale nella religione civile dell’antifascismo. Tutto questo mentre intrecciava alla sua attività testimoniale l’impegno politico e per la propria comunità a tutti i livelli.

    Instancabile attivista e animatrice della vita pubblica attorno al Museo Cervi, negli anni Maria è diventata nei fatti la portavoce di una famiglia straordinaria ed emblematica della Resistenza italiana. Ha portato la voce di questa piccola grande storia locale in ogni contrada e in ogni angolo in cui erano riecheggiati i nomi e i volti di Papà Cervi e dei suoi sette figli. E’ stata indubitabilmente la principale artefice della crescita dell’Istituto Cervi come istituzione culturale a livello nazionale, e della rinascita del Museo Cervi come accreditato luogo di memoria per tutto il Paese. Ambasciatrice di una memoria che aveva da tempo lasciato indietro la retorica e la pura commemorazione per incontrare i giovani, i gli studenti, le comunità, ben piantata nel presente e consapevole del proprio ruolo, Maria Cervi ha costruito pazientemente insieme ai tanti amici, alle associazioni e alle istituzioni, una fitta rete di rapporti umani prima ancora che formali, al servizio dell’identità antifascista della nazione.

    Benchè fosse da anni ormai un personaggio pubblico, Maria continuava il proprio servizio di volontaria a Casa Cervi, accogliendo gruppi e scolaresche non appena ne aveva la possibilità. Proprio ieri, poche ora prima di morire, era al Museo insieme ad un gruppo di visitatori, a portare la sua testimonianza nelle sale di quel luogo di memoria che ha contribuito in maniera decisiva a plasmare.

    Se ne andata regalando al suo pubblico, all’Istituto e alla Casa dei suoi genitori l’ultimo saluto e l’ultimo racconto, facendo quello che ha amato fare la per tutta la sua operosa vita: raccontare la Resistenza e i suoi valori attraverso lo specchio della sua famiglia di contadini patrioti.

    Maria Cervi era nata nel 1934 a Campegine, prima dei nipoti di Papà Cervi. Lascia il marito Giovanni, le figlie Anna e Silvia.

    L’Istituto Alcide Cervi, insieme alla famiglia e alle istituzioni locali, comunicano che presso il Museo Cervi di Gattatico, via F.lli Cervi 9 (RE), verrà allestita nella giornata di domani martedì 12 giugno la camera ardente nella Sala Genoeffa Cocconi.

    Le esequie in forma pubblica si terranno nel pomeriggio di mercoledì 13 giugno, a partire dalle ore 15,00 alla presenza del sindaco di Roma Walter Veltroni, amico personale di Maria Cervi e dell’Istituto da lunghissimo tempo. La commemorazione avrà inizio presso il Museo Cervi, e successivamente il corteo funebre si trasferirà a Campegine, per l’omaggio del sindaco e della cittadinanza davanti al monumento dedicato ai sette fratelli.



    Questa meravigliosa donna l'ho vista solo tre settimane fa, su un palco, a portare avanti la sua testimonianza di memoria e di coraggio, e a dire che non bisogna mai arrendersi, perchè dopo un raccolto ne viene sempre un altro.
    Sta a chi rimane qui continuare a testimoniare, cercando in fondo al cuore un po'di coraggio. Io mi sento abbastanza una larva, tanti pensieri brutti, stanchezza, incubi notturni, una partenza da organizzare che mi fa sorridere e tre sere passate in mezzo ai più vari amici che mi hanno fatto bene. Venerdì mi hanno obbligato a spegnere una candelina rimediata non so come su una fetta di torta abbastanza schifosa, e mi sono sentita abbastanza triste ma anche molto fortunata. E poi ho il braccialetto nuovo ...portafortuna, e una stramba famiglia che ieri mi ha fatto gli auguri. E'venuto poi nel pomeriggio il cugino n.2 a scaricare musica per caricarsi l'mp3 e ha detto, a bocca chiusa come parla lui, poche parole, tra cui "che idota quello", "che stupido l'altro", eccetera eccetera. Ho avuto un grande moto di affetto pensando che in questo un po'mi assomiglia proprio. Il sangue non mente....

    7 commenti:

    1. ...sai quando è morto mio nonno partigiano, c'erano decine e decine di compagni, amici sulla piazza....tristi...alcuni sorridenti, perché di avventure bellissime e intense ne avevano passate a centinaia...ma la sensazione era di un pezzo di vita...di libertà scappata via....poi quando è morta mia nonna, la cosa si è ripetuta...e molti di quei vecchi non c'erano più.......tutte le foto scattate da mio nonno in jugoslavia, le ho tenute lontano dai miei parenti tutti di destra...incredibile vero?,,,e lì, in anticamera, brilla la sua medaglia al valore per attività partigiana....tutte le volte che sono triste, stanco, disilluso, mi basta guardarla per tirare su la testa...
      and
      www.wrong-.splinder.com

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    2. Vale pubblica questa notizia PLEASEFERMIAMOLI

      http://petizione.epolis.sm/



      Andate su questo link è una petizione per fermare il Boy love day(la giornata dei pedofili)


      Fate girare questa petizione che verrà presentata all'Unione Europea, all'Unicef e a tutte le istituzioni.

      Il 23 giugno si celebrerà il "Boy love day", la giornata dei pedofili.
      Un'iniziativa internazionale promossa da diverse associazioni che dialogano attraverso siti internet con lo scopo di diffondere la "cultura della pedofilia" e solidarizzare con i violentatori di bambini in carcere. Nei siti, oltre agli appelli per "accendere una candela azzurra", compaiono foto di minori semi-nudi e chiari inviti al sesso libero tra adulti e adolescenti. Di fronte ad un tale scempio, ci appelliamo all'Unione Europea, all'Unicef e a tutte le istituzioni affinchè il "Boy love day" non si celebri e affinchè vengano oscurati tutti i siti Internet dove si sta propagando questa iniziativa.
      Occorre reagire con forza e sostenere questa battaglia di civiltà per la tutela dei nostri figli e dei bambini di tutto il mondo dall'orrore degli abusi e delle violenze.

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    3. Ciao Vale! Ti faccio tantissimi auguri di Buon Compleanno! :-) baci

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    4. Si... è stata molto sentita questa scomparsa nella nostra provincia. Ora tocca a noi portare avanti la memoria. Piccola nota, conosco bene quel palco...
      Per il resto un saluto, un abbraccio e buon compleanno! anche se in ritardo...
      fede

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    5. AUGURI!!!!
      lo so sono in ritardo di un giorno ma è già tanto che non abbia sbagliato mese, quindi....

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    "La libertà non è star sopra un albero,
    non è neanche un gesto o un’invenzione,
    la libertà non è uno spazio libero,
    libertà è partecipazione."